lunedì 18 marzo 2013

Gli gnomi della Lausa

A Pomaretto, all'altezza della Borgata Lausa, nei pressi della strada che sale in Val Germanasca, si trova un castagno (châtanìe) che ha oltre 200 anni e ospita al suo interno una famiglia di gnomi.

La favola ci viene raccontata in occitano della Val Germanasca da Nicole Domard



A la Laouzo la lh’à un châtanìe grô grô, moun amîs, quë al à cazi eutsënt ann. Sëgount mi al è un pô trop vélh, përqué mi venou pâ tan vëllho. Mi ai deicubèrt quë la lh’à dë nhomi quë vivën da quî caire, e un joùërn la më plairìo anâ a troubâ-li a lour meizoun. Ai zamé vît coum ê faito uno meizoun dî nhomi, e vourìou ënvitâ-li a mâ meizoun â minjâ un toc dâ Tiramisù dë ma maire e un toc dë touòrto dë poum quë fai ma granmamà e a beùoure uno tâso dë tè. L’ê për quëtto razoun quë châc joùërn vaou â châtanhìe, a sërchâ li nhomi. 

Nella borgata « Lausa », c’è un castagno grande grande, mio amico, che ha quasi ottocento anni. Secondo me è un po’ troppo vecchio, perché io non verrò così vecchia.
Ho scoperto che ci sono degli gnomi che vivono da quelle parti, e un giorno mi piacerebbe andarli a trovare a casa loro. Non ho mai visto come è fatta una casa di gnomi, e vorrei invitarli a casa mia per mangiare un pezzo di tiramisù di mia mamma e un pezzo di torta di mele che fa mia nonna e a bere una tazza di the. É per questa ragione che ogni giorno vado vicino al castagno, a cercare gli gnomi.
Un giorno sentii una vocina che mi chiamava, mi girai e vidi un piccolo gnomo che sorrideva. Lo gnomo mi disse: ”Vieni con me, ti mostrerò la mia casa”. Mi prese per la mano e mi fece entrare in un enorme porta in centro al castagno. Mi stupiva di vedere una porta dove non l’avevo mai vista. Io ho sempre pensato che la casa degli gnomi fosse piccola, nella realtà, alla Lausa, le case degli gnomi sono molto grandi. Voglio descrivervi la casa. Appena entrai scesi tre scalini, fatti di tronco di betulla, tutti bianchi e mi trovai in centro al salotto: un enorme fungo rosso a puntini bianchi, serviva da tavolo. Vidi anche delle fragole rosse con i puntini verdi, che servivano come sedie. Lo gnomo Mirtillo si presentò e mi fece conoscere la sua famiglia: la mamma Fragolina, il papà Lampone e poi mi fece salire su una scala di legno di pino, entrai in una grande stanza ed era la camera di Mirtillo e del suo fratellino Nocciolino. Il fratellino di Mirtillo mi fece vedere il suo letto, lui dormiva sotto e Mirtillo dormiva sopra, era certo che si trattava di un letto a castello. Nocciolino mi spiegò che il letto era stato costruito da suo nonno Faggio. Il letto era decorato con corna di cervo adulto, trovate dal nonno nel bosco. Le sponde dei letti erano scolpite dal picchio speciale, che era tutto bianco, con la testa nera e il becco rosso. Questo uccello era un animale domestico e abitava con Mirtillo e la sua famiglia. Nocciolino pensò di farmi vedere il suo giocattolo preferito: era un giocattolo elettronico con la testa di aquila, un becco appuntito, con delle ali bianche con sfumature grigie e delle zampe gialle, con artigli affilati. Mi fece vedere come funzionava: girò una chiave e l’aquila iniziò a volare per la stanza. Mirtillo mi fece vedere un quadro che stava appeso sopra il suo letto: si trattava di Dragonball, un personaggio dei cartoni animati che conosco anch’io. Mirtillo mi portò fuori dal castagno e mi fece vedere una casetta di legno dove abitavano i suoi due cerbiatti, Bambi e Stellina. Vidi il papà di Mirtillo che gli metteva del fieno nella mangiatoia e dell’acqua in una ciotola.
Mentre ero fuori guardai il castagno e vidi che il castagno era stato tagliato. Mirtillo mi raccontò che circa 20 anni fa, quando lui e Nocciolino non erano ancora nati, un fulmine colpì alcuni rami del castagno. Per fortuna sua mamma e suo papà erano andati a trovare il nonno e si salvarono. Al ritorno videro che molti rami erano per terra, bruciati dal fulmine. Pensarono di riparare il vecchio castagno, ma non ci riuscirono, perché ormai i rami erano caduti e erano pesanti da trasportare. Entrarono nella casa per vedere se la casa era tutta a posto e non fosse crollato niente. Videro che la casa era a posto, come prima. Ma due giorni dopo dei boscaioli decisero di tagliare la parte bruciata del castagno. I genitori di Mirtillo pensarono che volessero buttare giù il castagno e ritornarono a casa del nonno e gli raccontarono la situazione.
Un mesetto dopo i genitori di Mirtillo andarono a vedere com’era il castagno. Si stupirono di vederlo ancora in piedi. Decisero di rimanere ad abitare nella loro casa e di curare un po’ l’albero, con un’erba magica, preparata dalla mamma. L’albero ora sta meglio e si trova in condizioni speciali, perché con l’erba magica i rami sono cresciuti e tutti gli anni ci regala ottime castagne!

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